La storia della KATABBA

Monforte San Giorgio (Messina), dal 17 gennaio è iniziata una delle più antiche rievocazioni storiche siciliane legata alla tradizione  e grande devozione nei confronti della compatrona Sant'Agata. 

Il nome della ricorrenza è la KATABBA, la manifestazione, è un suggestivo viaggio temporale nel Medioevo, un’occasione unica per rivivere il passato attraverso l’arte, il gioco e i sapori della tradizione, tramandati di generazione in generazione. 
L’intero paese rivive la liberazione dalla dominazione araba con un affascinante susseguirsi di ritmi realizzati da campane e tamburo.
Alle sei del mattino e alle sette della sera due fedeli salgono sul campanile della chiesa di Sant’Agata e danno inizio al suono congiunto della campana e del tamburo, seguendo un ritmo che viene gelosamente tramandato da padre in figlio, questo rituale è detto Katabba: le etimologie proposte sono numerose, ma due risultano particolarmente interessanti: la derivazione dal greco katabasis (discesa) o dall’arabo Qataba (adunata).
Secondo la tradizione, il suono vuole ricordare quanto avvenne a Monforte nella seconda metà dell’XI secolo. Ruggero il Normanno, dopo la liberazione di Troina e la famosa battaglia di Cerami, liberò il territorio dalla dominazione saracena. La Katabba inizia proprio con l’imitazione del passo del cavallo del messaggero che annuncia l’arrivo del liberatore, quindi continua con il passo del cammello, cavalcato da Ruggero, poi, aumentando il ritmo, riproduce il galoppo dei cavalli dell’esercito conquistatore e la fuga disordinata e senza meta degli infedeli che scappano.
Infine, il suono festoso rappresenta la folla che inneggia al principe liberatore.
Ogni anno il paese, in ricordo di quanto accaduto secoli fa, si anima di cortei, giostre e botteghe d’altri tempi. Non manca poi la possibilità di degustazioni di piatti tipici medievali, come le degustazioni “Panem et porcus”. Ogni sabato l’officina del conio apre ai visitatori che desiderano osservare gli artisti intenti a realizzare l’antico Dinar del Guiscardo, mentre presso l’antica forgia, esperti fabbri realizzano lance e spade secondo l’antica tradizione.